Monte Prado

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Il monte Prado o Prato, (2054 m s.l.m.)

è la montagna più alta della Toscana, posto sullo spartiacque dell'Appennino tosco-emiliano, sul confine tra la provincia di Reggio Emilia e la provincia di Lucca.

Sul versante emiliano la vetta segna il confine tra i comuni di Ventasso e Villa Minozzo, il versante toscano appartiene al comune di Sillano Giuncugnano, in Garfagnana.

 

Nell'ambito di questo quadro floristico generale, il monte Prado nell'Appennino reggiano appare come una delle zone in assoluto più ricche dal punto di vista floristico; per questo è stato definito in passato un vero «paradiso botanico». L'esplorazione botanica del monte Prado è tra le più antiche dell'Appennino tosco-emiliano.

Risalgono alla metà del secolo scorso le raccolte di Filippo Calandrini, i cui risultati furono poi pubblicati da Teodoro Caruel (1860-1864). A Calandrini sono dovute le segnalazioni di Senecìo incanus e Lychnis alpìna, due tra le presenze fioristiche più interessanti del Monte Prado. In tempi recenti l'area ha attirato l'attenzione di vari botanici che le hanno dedicato studi specifici di carattere fioristico (Alessandrini e Branchetti 1997, Flora Reggiana) e vegetazionale. A proposito di questo tipo di studi va ricordata la «Carta della vegetazione di Monte Prado» (G. Rossi, 1993) realizzata alla scala 1:2000 ed edita a cura dell'Ente Parco del Gigante e della Regione Emilia-Romagna (Assessorato Ambiente). Essa rappresenta un ulteriore progresso nella conoscenza della vegetazione di quest'area e si pone come una sintesi delle conoscenze fino ad allora acquisite nello studio della vegetazione sopraforestale dell'intero Appennino settentrionale.